martedì 16 giugno 2009

Il numero uno

Buongiugno, amici radiopunkici.

Oggi ci chiede la parola lo sceneggiatore.
Dopo attenta analisi, abbiamo deciso di non dargliela, e di mandare in onda un pezzo degli Abba.












Scherzavamo.
E poi gli Abba ci fanno ca'a, come direbbero gli amici toscani.
Eccovi il suo (speriamo breve) intervento.

"Stasera ho letto un pezzo di Michele Medda sul blog della sua nuova miniserie, Caravan.
Miniserie, tra parentesi, il cui primo numero mi è piaciuto un be', come direbbero gli amici tattaresi (eh si, oggi ce l'abbiamo con gli amici di ovunque... anche con quelli di maria).
Comunque.
Trattasi di intervento sul making of del primo numero di Caravan.

Leggendolo, ho pensato al making of del primo capitolo di RP.
Che poi, mi sa, non ve l'ho mai raccontato.

Più o meno due anni fa ho perso quello che potenzialmente poteva essere il lavoro della mia vita. Non mi sono abbattuto, da ottimista ho subito pensato che avrei trovato qualcosa di meglio.
Sono così ottimista che lo penso ancora oggi, pensate!

Da bambino, quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, dicevo che avrei fatto il veterinario.
Non era vero, naturalmente. Volevo fare il fumettista, solo che non sapevo esattamente cosa dovessi fare per diventarlo. Eppoi, mi vergognavo di ammetterl0 con i grandi. Mi avrebbero chiesto spiegazioni, se mi diceva bene. Se mi diceva male, mi avrebbero preso in giro. E dato che già mi prendevano in giro perché a pallone ero un seghino, preferivo non aggiungere benzina al fuoco delle presepercu'.
E poi, gli animali fanno tenerezza a (quasi) tutti. Zagor no.

Ma sto divagando.
Quel giorno di due anni fa, appena ho capito di essere disoccupato, ho rimesso mano ad un vecchio progetto a fumetti, nato più o meno cinque anni prima.
Ho ripreso anche in mano gli ultimi libri che mi mancavano alla laurea, certo, ma dopo. Non era la mia priorità (seeeeee).
Per la cronaca, la laurea non è in veterinaria, ma in qualcos'altro. Non ve lo dico sennò mi prendete in giro. No, non è in geologia, comunque.

Prendo in mano il progetto.
Lo rivolto come un calzino. Aggiungo alcune once di esperienza, cultura e balle varie che ho faticosamente guadagnato nel frattempo.
Lo stesso frattempo che mi aveva convinto di non essere il genio onnipotente che pensavo. Di non essere l'autore completo che speravo. Lo stesso frattempo che mi ha fatto capire che a scrivere mi diverto di più.
E mi riesce meglio.
Dicevo.
Scrivo, accorcio, allungo, taglio di qua taglio di là, propongo al Jean di disegnare, lui accetta.

Ora c'è da scrivere il primo numero.
Oddio.
Panico.
Come cazzo si fa?
Perchè ho scelto episodi da 12 pagine?
Perché ho scelto di raccontare la storia di una NUMEROSA band?
Non potevo raccontare di un UNICO E SOLITARIO giocatore di golf?
No no, e poi odio le wolkswagen, al contrario del disegnatore.

Mi metto al lavoro, dovendo risolvere, nell'ordine, questi problemi:
  • trovare un attacco che inviti a proseguire la lettura;
  • presentare sette -sette! in dodici pagine, perdio!- personaggi;
  • dare l'avvio al plot principale, alla trama orizzontale o chiamatela come vi pare;
  • trovare un subplot perlomeno interessante per il primo capitolo;
  • trovare il modo di accennare caratteristiche salienti del carattere di ognuno dei sette -sette! in dodici pagine, perdio!- personaggi;
  • chiudere col classico punto interrogativo per invogliare la lettura del numero 2;
  • chiudere in maniera degna il subplot dell'episodio;
  • resistere alla tentazione di mettere dentro donne tettalvento e scene di sventramento di politici famosi.
Devo ammettere che è stata durissima, ma quando ho avuto la sceneggiatura in mano ero soddisfatto.
Non di tutto, certo.
So cosa state pensando ma, come diceva Proietti, col caschio che vi dico di cosa non sono soddisfatto!
Non ero del tutto soddisfatto ma mi sentivo bene con me stesso.
Per la prima volta nella mia vita, ho pensato che alla fine avrei potuto farlo davvero, il veterinario."

p.s.: Il Lonzo a centro pagina è opera dello sceneggiatore, non si tratta di un'improvvisa regressione artistica del disegnatore!

mercoledì 10 giugno 2009

Anatomia di una cover

No no,non abbiamo intenzione di spiegarvi come rendere al meglio un pezzo di Bo Diddley fatto in saletta.
Intendiamo cover fumettisticamenteparlando: copertura, copertina, prima pagina, ecc.

Amici RadioPunxisti, oggi vi parliamo della copertina del primo numero del nostro fumetto e di come si sia arrivati al capolavoro definitivo che potete osservare qua sotto.
Tutto è iniziato molti mesi prima.

Davanti ad un tavolino pieno di speranze, i nostri eroi decisero di dare alla loro creatura la forma di un'autoproduzione d'altri tempi.
Qualcosa che puzzasse di carta, inchiostro e sudore. Decisero di inserirsi nel solco di tanti, gloriosi fumetti del passato che si avvalevano di fogli fotocopiati (a volte fotocopiati male!) per raccontare emozioni di tutti i tipi.
Fotocopie siano, dunque.
Ma di qualità. Scovato uno strepitoso negozietto e fatte alcune prove, i nostri trovarono la qualità che cercavano con delle ottime laser. Neri pieni, nessuna sbavatura.
E prezzo contenuto, che si sa che i nostri eroi sono dei taccagni di prima categoria.

A questo punto serviva la copertina. Doveva essere semplice, d'impatto, sfruttare il bianco e nero e valorizzarne la carica emozionale.
A questo punto fu lo sceneggiatore a proporre qualcosa. Questa.
Come potete facilmente notare se non siete analfabeti, la storia doveva essere divisa in sei parti invece che in otto. Poveri illusi!
La cover aveva un non so che di marveliano (o meglio, lo so "che": la linguetta sulla parte superiore sinistra), ma piacque abbastanza sia al disegnatore che ai soci dell'Associazione Chine Vaganti, a cui fu mostrata in anteprima.
L'impatto era buono, e lo sceneggiatore da parte sua pensava -e pensa ancora- che puntare l'attenzione su uno dei personaggi fosse cosa buona e giusta, dato che la storia è corale e si basa proprio sulle vite dei protagonisti che incrociano la vita della nostra radio.

A questo punto l'architettura grafica era decisa. Di lì a poco il disegnatore disegnò, così come si deduce dal suo mestiere. Disegnò l'immagine di copertina. Lo sceneggiatore/grafico si mise al lavoro e terminò la cover.

Dalle espressioni delle persone che hanno avuto in mano l'albetto dobbiamo dire che l'impatto della cover era davvero buono. L'espressione era di curiosità.
Visto il numero di lettori del n.1 che ci chiede quando uscirà il n.2, supponiamo (e speriamo) che anche l'impatto della storia sia stato lo stesso.

Intanto, i nostri eroi stanno lavorando alla seconda cover.
Hanno già scartato l'idea di farne cinque diverse e di tirare milioni di copie, tipo X-Men n.1 di Chris Claremont e Jim Lee. Anche perché si chiedono a cosa cazzo possano mai servire 5 copertine diverse (a parte vendere cinque copie dello stesso fumetto allo stesso nerd, of course).

Restate in linea!

mercoledì 27 maggio 2009

I Protagonisti #2

Bentornati, cari.
Oggi la vostra amata RadioPunx ha intervistato uno dei protagonisti delle pagine del fumetto.
Ecco a voi Raniero!

RadioPunx: Benvenuto Raniero, dicci qualcosa di te.
Raniero: Sei tu che mi devi intervistare. Fammi domande precise.

RP: Okay. Come mai sei entrato in un gruppo punk? So che hai studiato musica sin da ragazzo. Sai suonare il pianoforte e il clarinetto, hai una preparazione classica.
R: Quello che hai detto è tutto vero. Ed è anche il motivo per cui sono entrato in un gruppo punk pur non essendo un punk. Tutto quel manierismo mi dà la nausea.

RP: Quindi non sei diventato un punk, anche se suoni il punk?
R: Non puzzo, non bevo vino scadente, non mi taglio le braccia, non mi faccio la cresta verde. Per il resto, sono più punk dei punk che vedo in giro.

RP: Perché?
R: Perché faccio solo quello che mi pare. Questi che vedo in giro credono che basti sputarsi addosso per essere definito punk. Passata la moda, si trasformeranno in qualcos'altro. Non fanno altro che dare ragione all'intuizione felice di Malcolm McLaren, che ha sfruttato tutto questo per i suoi scopi. Ecco, io sono come lui, farò sempre quello che mi pare, e l'ho fatto anche prima del punk. Sono un punk ante-litteram.

RP: Oh-oh, abbiamo una preparazione classica anche nel linguaggio.
R: Se preferisci, posso essere molto più triviale. Ti va bene essere chiamato “grandissimo testa di cazzo”?

RP: Hai scoperto la mia vera natura. La tua famiglia è molto benestante. Come mai frequenti il liceo Ungaretti, che non è propriamente il Collegio Villoresi?
R: Hai presente quando ti ho detto che faccio quello che mi pare? Ecco. Non ho accettato di andare al San Carlo o al Villoresi.

RP: Come mai?
R: Per dare un dispiacere a mio padre.

RP: Hai detto che il manierismo della musica classica ti dà la nausea. Poi hai criticato il conformismo dei punk. Qual'è il tuo modo per non conformarti?
R: Te lo ripeto. È essere me stesso e fare ciò che mi piace. Senza badare agli altri.

RP: Ti senti mai solo?
R: Dovrei?

RP: Okay, Raniero, grazie del tempo che mi hai dedicato.
R: Ciao.

venerdì 22 maggio 2009

Cosa c'è di nuovo a Radio Punx

Bentornati all'ascolto!

Prima di tutto ci auguriamo che la nuova grafica del blog, frutto della vite e del lavoro dell'uomo (l'uomo più grasso tra i due autori, naturalmente), vi piaccia come piace a noi. Cioè un po' più di così (mi dispiace per voi che non potete vedere il gesto).
Tra le novità più succose, la sezione GLI EPISODI, da cui è possibile scaricare il pdf dei capitoli del nostro fumetto. Dato che per ora è pronto il primo, potete scaricare quello.
Cogliamo l'occasione per salutare tutti quelli che hanno già letto il primo episodio e ci hanno fatto tutti la stessa, fatidica domanda.
"Quando esce il secondo?"
Abbiamo riflettuto a lungo per trovare una risposta esauriente. Alfine la si è trovata.
Eccheccazzo ne sappiamo quando esce.
Sappiamo solo che i due stakanovisti ci stanno lavorando.

In fondo alla pagina trovate anche il lettore di una web radio. Cliccando su play potrete leggere le novità sul nostro fumetto preferito mentre ascoltate un po' di buona musica.
In contemporanea.
Certo che la tecnica ha fatto proprio passi da gigante.
Oggi vogliamo dire anche qualcosa di più sulla strutturazione del nostro progetto.
Come abbiamo già detto, Radio Punx è un fumetto che traccia l’affresco di una generazione e di un periodo storico, gli anni ‘80, che è per molti versi simile al nostro tempo. Lo fa raccontando una storia, anzi le storie di diversi personaggi.

Queste storie sono contenuti in 8 capitoli di 12 pagine, autoconclusivi.
Questi otto capitoli compongono il primo libro di Radio Punx.
L’opera nella sua interezza prevede altri due libri, nei quali i personaggi crescono e agiscono in periodi storici differenti, gli anni ‘90 (nel secondo libro) e i giorni nostri (nel terzo).

Se il tempo ce lo permetterà (cioè se lo sceneggiatore non schiatta prima o se la Terra non implode), vi racconteremo le storie dei nostri protagonisti durante più o meno trent'anni di storia italiana.
Per i più sporcaccioni promettiamo trame torbide e pruriginose, per i meno sporcaccioni anticipiamo buone azioni e tanta solidarietà.

Ah, dimenticavo una cosa seria.

Il Progetto Radio Punx è arrivato tra i 15 finalisti al Lucca Project Contest 2007.
Poi non abbiamo vinto ma, come si dice quando si perde, l'importante è partecipare.
Qua sotto potete vedere gli autori che spiegano con dovizia di particolari la ricetta della fregola sarda con arselle ai giurati del concorso.

mercoledì 20 maggio 2009

Work in progress

Rieccoci sulle frequenze di Radio Punx.
Chi vi parla è Claudio, il povero disegnatore di questa serie. Siamo finalmente ripartiti e si lavora al secondo episodio! Oggi vi regalo un anteprima della 1° tavola, quasi pronta per l'inchiostrazione. Si spera di sfornare l'episodio completo entro breve tempo. Seguiteci!